Realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) sono concetti e tecnologie con qualche elemento di contatto ma sostanzialmente piuttosto diverse, come diverso è il concept dei relativi dispositivi.
L’obiettivo della VR è di rendere l’esperienza vissuta tramite il visore estremamente realistica e completamente “immersiva” perché l’utente è letteralmente “immerso” all’interno della scena che potrà “esplorare” ruotando la testa in qualsiasi direzione e muovendosi all’interno di essa. Inoltre ha una chiara percezione di sé nell’ambiente e delle distanze con oggetti e persone presenti. La celebre app “Welcome to Oculus” scaricabile da qui https://share.oculus.com/app/welcome-to-oculus illustra bene questi concetti.
La realtà aumentata è diversa dalla realtà virtuale in quanto consente di sovrapporre contenuti digitali (scritte, oggetti, ecc…) all’ambiente circostante. In altre parole mentre la VR proietta l’utilizzatore in uno scenario parallelo del tutto sconnesso dalla realtà, con l’AR figure e scritte digitali vengono contestualizzate nell’ambiente per arricchirlo di nuovi contenuti.
I relativi dispositivi rifletteranno queste differenze.
Mentre quelli per la realtà virtuale, come Oculus Rift o l’HTC Vive, sono concepiti come maschere integrali di tipo occlusivo in quanto impedisce di guardare il mondo reale, nella AR si utilizzano dispositivi mobile, come tablet e smartphone, oppure visori con lenti trasparenti o semi-trasparenti (es: l’Epson Moverio e per certi versi i Google Glass).

realtà virtuale e realtà aumentata

In realtà i Google Glass rappresentano un po’ un caso a parte nella categoria dei Glass AR, almeno fino all’ultima versione comunicata da Montain View. Mentre dispositivi come quelli della Epson “proiettano” sulle lenti gli elementi digitali, e quindi sono in grado di offrire un’esperienza di utilizzo più completa, i Google Glass fanno ricorso ad un piccolo schermo integrato sull’occhiale . La sovrapposizione tra realtà e contenuti digitali non è quindi completa e questo aspetto rischia di pregiudicare, rispetto ad altri progetti, l’user experience. Rappresenta un grosso limite che probabilmente sta portando i manager Google a rivedere il progetto, anche perché devono fare adesso i conti con dispositivi ad alto tasso di coinvolgimento, come quelli per la VR. E non dimentichiamoci che sullo stesso segmento, quello della AR, Microsoft promette che gli Hololens saranno degli occhiali ad alto tasso di engagment. Crediamo quindi che i Google Glass di domani saranno piuttosto diversi da quelli che ci hanno raccontato fino ad oggi.

 

realtà aumentata ar

 

Infine tra occhiali VR e occhiali AR una menzione a parte meritano invece i CastAR della Technical Illusion che possono definirsi “ambivalenti”. Sono infatti dispositivi per la realtà AR, o meglio “ologrammatica” (utilizzano due piccoli proiettori su un tappetino), che all’occorrenza possono diventare VR grazie a dei copri-occhiali. E’ ancora presto per dire quale sarà la resa di questo tipo di soluzione ma potenzialmente CastAr, della Technical Illusion - capitanata dal duo Jeri Ellsworth e Rick Johnson - è uno dei progetti più interessanti in questo settore. Siamo in contatto con Josie Nutter, ingegnere software della società, la quale ci ha spiegato che riceveremo i CastAR probabilmente prima di quest’estate..vi faremo sapere.

 

cast ar

Staff Writer

Emilio Di Marco|

Staff Writer
Convinto che la realtà aumentata cambierà il modo di vivere le città. Da tempo sostiene di possedere una DeLorean, ma viene solitamente avvistato con una vecchia un bicicletta.

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