Oculus Rift è probabilmente il visore VR più noto del momento. Un HMD (head-mounted display) come si dice tecnicamente. Sulla differenza tra visori VR e occhiali AR si rimanda all’articolo articolo “Realtà virtuale e realtà aumentata: differenze e dispositivi”
E’ il progetto, iniziato su Kickstarter da Palmer, che ha avuto il merito di riportare in auge un tecnologia che aveva ricevuto la sua massima esposizione mass-mediatica al tempo del noto film “Il tagliaerbe” https://www.youtube.com/watch?v=fORsmplcqlc e che è sta proseguendo con l’acquisizione degli asset societari da parte di Facebook…la prima grande corporate ad entrare in questo business, seguita a ruota da molte altre.

L’acquisto e l’assistenza clienti
Noi di RVO abbiamo ricevuto il nostro Oculus Rift DK2 a settembre 2014, dopo quattro mesi di trepida attesa.
Per i non addetti ai lavori DK significa “developement kit”, la versione non commerciale acquistabile “in pre-order” essenzialmente da curiosi e dagli interessati allo sviluppo. Early-adopters “sfruttati” dalle società come beta-tester. Alle versioni DK (la DK2 è l’evoluzione della versione DK1 naturalmente) seguirà, probabilmente prima del 2016, la cd CV, la commercial o consumer version che aprirà Oculus al mercato di massa.
Malgrado l’attesa il servizio di assistenza clienti è stato a dir poco ottimo. Una reattività e precisione nelle informazioni che in confronto rende il personale di Amazon dei ragazzi..davvero impressionante. Peccato che le informazioni tecniche relative alla compatibilità con alcune configurazioni hardware non fossero altrettanto precise. Mi riferisco al fatidico Optimus per i computer che montano una dual GPU con scheda dedicata Nvidia. Ne parleremo dopo.

Il contenuto del kit e le principali novità rispetto al DK1
Aperta la scatola, Oculus DK2 si è mostrato in tutta la sua particolarità.

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Ciò che balza subito agl’occhi sono i due componenti principali: il visore, in basso al centro, e la nuova videocamera a infarosso in alto a sinistra..poi una serie infinita di cavi e cavetti e due lenti aggiuntive.
Il visore rispetto al DK1 è diventato più tondeggiante ed esteticamente più gradevole. Monta al suo interno due schermi OLED full HD, risoluzione 1920×1080, da 5,7 pollici a bassa persistenza che nella prima versione erano da 7 pollici, LCD con una risoluzione 1280×800. L’obiettivo di questa nuova configurazione è ridurre la latenza, ovvero l’intervallo di reazione del visore, e il cd effetto “motion blur” in maniera tale da diminuire la “motion sickness”, la nausea detto in poche parole.

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Ma un’altra la grande novità del DK2 è costituita dalla videocamera, in grado di catturare i fasci all’infrarosso emessi dal visore e che rispetto al DK1 assicura maggiore accuratezza nel tracking del movimento. Anche in questo caso si è cercato di migliorare la reattività di Oculus perchè una delle principali cause della la nausea che si avvertiva nella prima versione era dovuta proprio alla latenza.

Infine ha subito colpito un pezzo mancante..la control box che nel DK1 era deputata alla connessione video con il PC e che serviva a convertire l’output HDMI in DVI. Adesso “basta” collegare tutto al PC. Di seguito qualche consiglio.
Se vi piaccioni numeri e statistiche qui c’è una tavola di confronto piuttosto interessante

oculus rift statistiche

Collegamenti Oculus Rift-Computer e “tra sè”: obiettivo luce arancione.
Non staremo qui a descrivere i collegamenti necessari visto che, come si dice in questi casi, ci sono le istruzioni all’interno della scatola. Come anticipato ci sono decine di centimetri di fili e cavi che devono combinarsi come Palmer e Co hanno immaginato. Una cosa importante però..ricordate che da manuale di istruzione prima va fatta l’istallazione del software e poi va collegato il dispositivo.
Però visto che abbiamo parlato della parte hardware partiremo da qui ed alla luce delle decine di volte in cui abbiamo fatto quest’operazione vi daremo dei consigli per capire la logica ed evitare di trovarvi soffocati dalle tentacolari connesioni o, peggio, rischiare di far cadere il visore o la videocamera.
Essenzialmente avete tra parti principali: il visore con due cavi ed un multi-jack, l’alimentazione con un cavo e la videocamera IR con altri due cavetti.
Quello che facciamo noi è prima di tutto collegare l’alimentazione alla presa elettrinca e lasciare il cavo di alimentazione scollegato. Dopo prendiamo la videocamera, la fissiamo saldamente con l’apposito supporto allo schermo del computer collegando solo il cavo USB. Ne rimmarrà uno volante che faremo passare dietro lo schermo lasciandolo lì.
A questo punto prendiamo il visore. Tendolo in mano colleghiamo i suoi due “tentacoli”, uno USB l’altro HDMI, al computer facendo passare questo fascio di fili dietro il computer. Dopodichè lo posiamo in una posizione dalla quale non possa cadere e ci occupiamo dell’ultimo step. Sia il cavo dell’alimentazione sia quello rimasto orfano della videocamera vanno infatti collegati al multi-jack di Oculus. Finite queste operazioni dovreste aver finito e trovarvi con dei cavi che passano ordinatamente da un lato dello schermo del PC. Ricordatevi che dovrete muovervi con il dispositivo messo come una maschera da sub dal quale non vedrete nulla del mondo reale, quindi è fondamentale evitare aggrovigliamenti eccessivi.
Se i collegamenti sono stati effettuati correttamente (e dopo aver istallato il runtime) il led posto sulla parte superiore di Oculus dovrebbe essere diventato arancione. In caso contrario riverificare tutti i collgamenti, soprattutto quello USB che connette il visore al PC e che dovrebbe dare da solo un pò di alimentazione, e controllate l’alimentazione stessa. Altrimenti provate a istallare nuovamente il runtime.