Esistono già dei “Werable sensor health” (sensori della salute indossabili, tradotto letteralmente) che permettono ai dottori di monitorare i nostri parametri vitali in tempo reale. Il passo seguente sarebbe unire questi dati, insieme ad esami ospedalieri, per creare un avatar virtuale della nostra persona; una sorta di gemello virtuale costantemente aggiornato sulla nostra condizione medica.
Questo è quello che la Dr.ssa Vanessa Diaz, preside di ingegneria biometrica all’university college di Londra, sta tentando di realizzare.
L’intento, spiega la dr.ssa Diaz, sarebbe quello di creare una versione virtuale di ognuno di noi, completamente aggiornata sulle nostre condizioni, per poter svolegere simulazioni di trattamenti prima di metterli realmente in pratica, ottenendo cosi il miglior risultato possibile.

 

werables sensor health

 

Stiamo veramente tentando di personalizzare la medicina. Mi piacerebbe ricevere trattamenti che siano adatti e tollerati specificatamente alla mia condizione di salute. Sarebbe anche un incentivo per le persone ad essere più attive e a non aspettare che le cose accadano e basta; in questo modo potremmo prevenire e prevedere una larga scala di malattie. Sarà una rivoluzione nel campo medico.” aggiunge la dr.ssa.
Il passo non è così immediato, ma unendo la MR (mixed reality) e l’AR (augmented reality- realtà aumentata) tutto ciò non è poi così lontano. Dopotutto Microsoft HoloLens aveva già creato una demo, in collaborazione con il Case Western Reserve University, di un corpo umano completamente visibile a vari livelli…