Probabilmente qualcuno ci aveva sperato: Apple lancia l’iPhone 7 e dal palco, a sospresa e nel buio assoluto della sala, Tim Cook annuncia un nuovo HMD o un accessorio VR. Niente di tutto ciò. Speranza rimandata forse all’iPhone 8. Eppure l’aspettativa della comunità della Realtà Virtuale e degli appassionati di tecnologia in genere era vibrante e sempre più convinta ed era stata indirizzata più sul versante Realtà Aumentata, che su quello VR (si parlava di una companion app per Pokemon GO, da rilasciare per lo smart watch della mela più famosa al mondo).

 

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Rimane da capire se questa aspettativa disattesa riveli effettivamente – a questo punto – un qualche colpevole ritardo da parte di Apple e, ancor prima, se ormai la VR community non sia affetta da allucinazioni di massa, cercando di decifrare in ogni dettaglio tecnico dei nuovi prodotti Apple indizi che conducono ad un immminente sbarco del colosso di Cupertino nel mondo VR.
Prendiamo ad esempio la dual camera montata su iPhone 7. E’ chiaro che lo scopo principale della doppia cam è quello di creare l’effetto depth of field tipico delle fotocamere DSLR. La speranza della community VR – sia detto – era tuttavia che la dual camera servisse anche per consentire ad iPhone di registrare video in modalità VR (che poi si tratta del prossimo grande annuncio nel cantiere di qualche altro produttore di smartphone maggiormente VR oriented).

 

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Tuttavia il vero NON-annuncio andato in scena durante la presentazione dell’iPhone 7 è quello che riguarda un visore VR Apple. “Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?” cantavano molti anni fa i Cranberries e queste erano le parole che molti si attendevano da Cook. E l’immaginazione già lasciava pregustare uno strano oggetto che reinventava il design degli attuali (non bellissimi peraltro) HDM, con  una grossa mela illuminata e qualche altro vezzoso particolare stiloso a coronare la nascita della porta di accesso di Apple verso fantastici e cupertiniani mondi virtuali. La realtà continua ad essere questa: Facebook / Oculus, Samsung, LG, Acer e molti altri hanno il loro visore VR più o meno avanzato e tra i grandi assenti continua ad esserci Apple.

La sensazione è che Apple, da un lato, non tema il  vantaggio offerto, ad esempio, dal Gear VR ai Samsung Galaxy; dall’altro, che a causa di questo ritardo l’azienda di Cupertino si stia condannando a giocare in difesa – un domani – la partita VR, iniziandola soltanto quando la crescita inarrestabile della realtà virtuale come fenomeno di massa non potrà che costringerla a gettarsi nella mischia (e forse a ben poco serviranno quei brevetti sulla VR che nel tempo Apple ha comunque depositato).