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Che qualcosa non fosse andato per il verso giusto era ormai evidente: cambio di vertice e ripristino della (dovuta) segretezza sul progetto Google Glass, diventati ormai simbolo di hype prennunciato trasformatosi prontamente in ricettacolo di errori tecnici e di comunicazione. Ed è stato un peccato perchè un dispositivo (per quanto beta) nato in un laboratorio (“Google X“) con quel nome erano destinati certamente a miglior sorte. Sulla vicenda torna Astro Teller, direttore del suddetto laboratorio (sì: Astro Teller è il direttore di Google X e, nonostante i nomi da sci-fi antologica, hanno toppato).

In occasione della conferenza SXSW di Austin così ha sentenziato: “abbiamo sbagliato nel consentire che si sviluppasse tutta quella curiosità nei confronti del programma. A volte l’abbiamo perfino incoraggiata. La gente avrebbe dovuto considerare i primi dispositivi come materiale preliminare, mentre invece si è iniziato a parlare di Google Glass come di un prodotto fatto e finito. Lo si è giudicato e preso in considerazione in un contesto diverso da quello per il quale era stato pensato”.

Dunque la spiegazione di Teller sarebbe che l’unico errore commesso sarebbe stato un errore di comunicazione, sfuggita al controllo di Big G e anzi dalla stessa incoraggiata.
A voi ogni ulteriore commento.